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Il tenore e la città

Caruso e Sorrento

Enrico Caruso, il tenore napoletano, e la sua ultima estate vicino a Sorrento, insieme alla canzone di Lucio Dalla nata da una camera d'albergo affacciata sul mare.

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Il tenore napoletano

Ritratto in bianco e nero del tenore Enrico Caruso in costume di scena in velluto e broccato, con i baffi e un cappello piumato in mano.
Enrico Caruso in costume di scena, ritratto d'epoca dei primi del Novecento · Photo: Aimé Dupont Studio, public domain, via Wikimedia Commons

Enrico Caruso nacque a Napoli il 25 febbraio 1873 e vi morì il 2 agosto 1921, all'età di 48 anni. Fu battezzato il giorno dopo la nascita nella chiesa accanto alla casa di famiglia in via Santi Giovanni e Paolo. È universalmente riconosciuto come il tenore preminente del XX secolo e come la prima star discografica internazionale, con circa 250 incisioni commerciali realizzate tra il 1902 e il 1920. La sua carriera lo portò al Metropolitan Opera di New York, dove si esibì 863 volte, ma rimase sempre un napoletano che cantava come bis le canzoni della sua città natale.

La voce incisa

Caruso e il grammofono si promossero a vicenda. I suoi dischi da 12 pollici duravano solo circa quattro minuti e mezzo, perciò le arie che incideva venivano scelte o tagliate su misura. Le sue incisioni di Vesti la giubba del 1902, 1904 e 1907 figurano tra i dischi più venduti dell'era dei 78 giri. Un tenore in una sala da concerto di Sorrento opera in una tradizione che Caruso contribuì in larga misura a plasmare: una sola voce, un breve brano celebre e un pubblico che conosce la melodia.

L'ultima estate

Dopo una grave malattia a New York, Caruso salpò per l'Italia alla fine di maggio del 1921 per rimettersi. Secondo la moglie Dorothy, tra Napoli e Sorrento sembrava in via di guarigione e aveva messo su peso. A luglio gli amici lo spinsero a faticose escursioni con il caldo, e la febbre tornò. Il 31 luglio il suo entourage lasciò Sorrento diretto a una clinica di Roma, ma quando giunsero a Napoli era in condizioni gravissime. Morì due giorni dopo all'Hotel Vesuvio di Napoli. Il re d'Italia, Vittorio Emanuele III, aprì la Reale Basilica di San Francesco di Paola per il suo funerale, al quale parteciparono migliaia di persone.

Un hotel sopra il mare

Un hotel rosa e ocra con persiane verdi e un balcone vetrato, che si erge su un'alta scogliera di pietra sopra il mare a Sorrento.
L'hotel Excelsior Vittoria sulla scogliera di Sorrento, una fotografia dell'edificio e non di una camera · Photo: Simon Burchell, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

L'hotel Excelsior Vittoria sorge sulla scogliera a picco sul mare a Sorrento. Secondo il racconto della canzone Caruso, il cantautore Lucio Dalla vi soggiornò, casualmente proprio nella stanza dove Caruso aveva trascorso un po' di tempo poco prima di morire. I proprietari gli raccontarono degli ultimi giorni del tenore e della sua passione per una delle sue giovani allieve, e la storia diede a Dalla l'idea per la canzone.

La canzone

Caruso fu scritta da Lucio Dalla negli anni Ottanta e dedicata al tenore. Racconta di un uomo prossimo alla morte che guarda negli occhi una ragazza a lui cara, e il testo contiene sottili riferimenti a persone e luoghi della vita di Caruso. Sorrento appare come Surriento, il suo nome napoletano, rievocando le frequenti visite di Caruso alla città costiera. Il ritornello è basato su Dicitencello vuje, una canzone napoletana pubblicata nel 1930. Il video della canzone girato da Dalla fu filmato nella Caruso Suite dell'hotel Excelsior Vittoria.

Dopo Dalla

Altri cantanti ripresero la canzone. Luciano Pavarotti la incise nel 1989 nell'album Tutto Pavarotti, e la versione di Florent Pagny del 1996 raggiunse il secondo posto in Francia. Dopo la morte di Dalla la canzone entrò nella classifica dei singoli italiana e toccò il secondo posto. Una canzone scritta in una camera d'albergo di Sorrento per un tenore napoletano è diventata uno standard per i tenori in generale, ed è per questo che compare in un programma che si apre con l'opera.

Dove si colloca nel concerto

Caruso è tra i brani indicati per la seconda parte del concerto di Sorrento, accanto a 'O sole mio, Torna a Surriento e Funiculì funiculà. Il programma può cambiare, quindi è un brano probabile e non una promessa. Se lo ascolterete, sarete a breve distanza dalla scogliera e dall'hotel che l'hanno ispirata, quel genere di dettaglio locale che un concerto a Sorrento può offrire e un concerto in uno stadio no. Ascoltate le parole napoletane nel ritornello, che si inseriscono all'interno dell'italiano standard.

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Fonti

  1. Sorrento (encyclopedia article)
  2. Caruso (song) (encyclopedia article)
  3. Vesti la giubba (encyclopedia article)
  4. Enrico Caruso (encyclopedia article)
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