← The Three Tenors in Sorrento: arie d'opera e canzoni napoletane panoramica

La prima parte

Arie per tenore per chi si avvicina per la prima volta

Le arie d'opera protagoniste del concerto di Sorrento, per chi si avvicina per la prima volta: le storie dietro Vesti la giubba, E lucevan le stelle e Nessun dorma.

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Le arie in breve

Ritratto in studio in bianco e nero del tenore Enrico Caruso in costume di scena in velluto e broccato, con i baffi e un cappello piumato in mano.
Enrico Caruso in costume di scena, ritratto in studio dei primi del Novecento · Photo: Aimé Dupont Studio, public domain, via Wikimedia Commons

Un'aria è un brano solistico tratto da un'opera o da un'opera teatrale simile. Un concerto ne mette insieme diverse così da ascoltare i momenti più alti di opere differenti in un'unica serata, senza le trame che le collegano. Il tenore, la più acuta delle voci maschili consuete, ne ha molte tra le più famose, ed è per questo che un trio di tenori può riempire un programma di sole arie. Ogni brano qui sotto è cantato in italiano e ognuno è autonomo. L'opera utilizza anche il recitativo, i passaggi simili al parlato che portano avanti la trama tra un'aria e l'altra; un concerto li tralascia e conserva le melodie.

Vesti la giubba

Proviene da Pagliacci, opera di Ruggero Leoncavallo, rappresentata per la prima volta nel 1892. Il cantante interpreta Canio, un attore girovago che ha appena scoperto l'infedeltà della moglie ma deve comunque indossare il costume del pagliaccio e salire sul palco. L'aria è il ritratto del pagliaccio tragico, che sorride fuori e piange dentro. Il titolo significa indossa il costume, e una versione inglese è spesso intitolata On with the Motley. Le incisioni di Enrico Caruso del 1902, 1904 e 1907 furono tra i dischi più venduti dell'era dei 78 giri.

E lucevan le stelle

Appartiene alla Tosca di Giacomo Puccini, ascoltata per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900, un giorno dopo il previsto per timore di disordini. Nell'ultimo atto il pittore Cavaradossi è in prigione con un'ora di vita. Chiede di scrivere una lettera a Tosca, poi i ricordi lo travolgono, così che la lettera si trasforma nell'aria: e le stelle brillavano. È una delle due famose arie dell'opera, insieme alla Vissi d'arte di Tosca.

La donna è mobile

È il canto del Duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi, messo in scena per la prima volta alla Fenice di Venezia l'11 marzo 1851, con Raffaele Mirate nel ruolo del Duca. Il titolo significa la donna è volubile. Verdi la tenne nascosta ai cantanti e all'orchestra fino a poche ore dalla prima e ne vietò ogni fischiettio; pare che già la mattina seguente fosse cantata per le strade. Dura solo due o tre minuti, il che la rende un pezzo forte prediletto dai tenori.

Nessun dorma

Proviene dall'ultimo atto della Turandot di Puccini, rimasta incompiuta alla sua morte nel 1924, completata da Franco Alfano e rappresentata per la prima volta il 25 aprile 1926. La canta il principe Calaf, dicendo che nessuno dorma. Ha risposto ai tre enigmi della principessa, e lei potrebbe farlo giustiziare se indovina il suo nome prima dell'alba, così lui si aspetta di vincere al mattino. Luciano Pavarotti la portò ben oltre il teatro d'opera dopo averla cantata per i Mondiali del 1990, e in seguito comparve sulla registrazione classica più venduta di sempre.

La pausa orchestrale

I programmi di questo tipo di concerto a volte includono un brano strumentale, e l'Intermezzo dalla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni è uno di quelli che è stato scelto per il concerto di Sorrento. L'opera fu rappresentata per la prima volta il 17 maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma. Dal 1893 è spesso messa in scena insieme a Pagliacci in un dittico, abbinamento soprannominato Cav and Pag, così la prima parte del concerto riecheggia silenziosamente una celebre serata all'opera.

Granada e gli altri brani citati

Granada, del compositore messicano Agustín Lara, risale al 1932 ed è dedicata alla città spagnola; è il cavallo di battaglia di José Carreras e fu l'unico brano che tutti e tre i leggendari Tre Tenori cantarono come solisti in concerti diversi. Nel blu dipinto di blu e Con te partirò sono brani più recenti, legati a Domenico Modugno e Andrea Bocelli. Il programma potrà includerli accanto alle arie sopra citate, ed entrambi sono celeberrimi: Nel blu dipinto di blu, noto come Volare, vinse Sanremo nel 1958 e arrivò terzo all'Eurovision, mentre Con te partirò fu cantata per la prima volta da Bocelli a Sanremo nel 1995.

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Fonti

  1. Granada (song) (encyclopedia article)
  2. Turandot (encyclopedia article)
  3. Nel blu, dipinto di blu (encyclopedia article)
  4. Cavalleria rusticana (encyclopedia article)
  5. Vesti la giubba (encyclopedia article)
  6. Con te partirò (encyclopedia article)
  7. Rigoletto (encyclopedia article)
  8. Tosca (encyclopedia article)
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